:Intervista a Angelo Giubileo per l' ultimo eBook La Terra emersa e l'ultimo uomo (Tiemme edizioni)

Verso il Novacene?

D Angelo, nuova tappa produttiva per il tuo originale percorso "filosofico-scientifico", come hai dichiarato un sorta di Bilancio di anni di ricerca.  Sei partito con Parmenide 2.0, hai attraversato il futuro con il cosiddetto Transumanesimo, ora?
R- Rispondo usando una locuzione latina hic et nunc, qui e ora. Lo ripeto anche qui: viviamo in uno stato di "eterno ritorno" e in qualche misura dell'"eguale", laddove l'espressione "eterno ritorno" indica una rappresentazione piuttosto mentale che tende continuamente a oltrepassare lo spazio fisico in cui, viceversa, ogni "ente" dimora, alla maniera di Heidegger e secondo il detto di Parmenide e dei fisici presocratici o a qualunque epoca, latitudine o longitudine ci riferiamo nel passato e nel presente.

D. Angelo, dove sta andando la filosofia contemporanea?
R- Intravediamo da circa un secolo e oltre un nuovo orizzonte di senso capace di proiettarci oltre i limiti (nella forma dell'"apeiron" di Anassimandro) di un'intera era plurimillenaria che chiamiamo "antropocentrica" verso una nuova era "postumana" che, nel presente, chiamiamo in modo piuttosto generico e vago "Novacene".

D. E il futuro, transumanisti folli visionari o futuristi scientifici?
R- Tra le due espressioni, direi piuttosto "futuristi scientifici", ricordando che nell'antichità i primi "filosofi" sono stati prima di tutto "fisici". Nel linguaggio originario dei fisici - a differenza del linguaggio pertanto derivato dei metafisici, ciò che Aristotele chiarisce senz'alcuna ombra di dubbio - è infatti quella che allora fu chiamata "materia" a precedere ogni "forma" possibile del logos, e non viceversa come poi è invece in massima parte storicamente ma direi soprattutto tradizionalmente accaduto.

D.  E allora, come pensi o addirittura leggi il futuro che ci attende?
R- Si tratta di un oracolo o profezia a cui però in qualche modo non mi sottraggo. Già precedentemente all'ultima glaciazione, l'Homo Sapiens aveva iniziato a piegare la Natura alle proprie esigenze. Dopo, abbiamo imparato a sfruttare maggiormente l'energia presente nel nostro ecosistema, trasformandoci da raccoglitori e cacciatori in agricoltori, sviluppando come attività principale quella di addomesticare piante e animali. Da oltre un secolo, dicevo, nutriamo invece la maggiore ambizione di sfruttare l'energia cosmica intesa, come spiega bene il divulgatore scientifico Jim Baggott, quale "caratteristica comune a tutto l'universo". Ovvero non i "duri e impenetrabili atomi" di Democrito e gli altri bensì "l'energia dei campi. Non sarà il sogno a cui si erano aggrappati i filosofi, ma è pur sempre un sogno" che, aggiungo, è diventato o sta per diventare realtà. E infatti, non si tratta del "mito della Silicon Valley", in qualche modo spero di aver dimostrato che si tratta di molto di più, ovvero il destino (postumano o transumano) che ci appartiene.

a  cura di R. Guerra

Angelo Giubileo (Salerno).  filosofo e giornalista (vice direttore Pensa Libero) ha pubblicato, tra l'altro: Parmenide 2.0 e La Tecno Mente dell'Imperatore (Asino Rosso eBook), L'Essere e il Nulla nell'era della tecnica (La Carmelina), nel collettaneo  T.Day Transumanesimo della Vita Quotina (Armando editore). Scrive anche su alcune testate web di filosofia e  in particolare Accademia.edu. Negli ultimi anni è tra i principali  promotori umanisti della futurologia, transumanista e futurista.