Riccardo Roversi interview: per una Avanguardia virtuosa

RICCARDO ROVERSI CANZONI SCORDATE ESTE EDITION LIBRI DIGITALI
D-Canzoni scordate: un mix letterario tra versi e parole narrative, alcuni inediti anche...
R- Sì, più o meno. Questa retrospettiva riporta in superficie testi che, credo, siano tuttora all’avanguardia (dei sentimenti, delle emozioni) della stessa avanguardia…. Riconsiderata dopo molti anni, trascorsi non inutilmente, a “rivoluzionare” le strategie poetiche; e oggi a comunicare: alla gente, ai lettori di riprendersi la loro interiorità più autentica; e al potere - di qualsiasi colore politico esso sia - di fottersi definitivamente.
D- Il titolo accentua certa tua cifra costante, la parola quasi come macchina musicale, sonora?
Ovviamente. La poesia, la narrativa vera, insomma in una parola la “letteratura” altro non è se non “musica artificiale” realizzata tramite la parola e la voce, che sono i primigenî e basilari strumenti dell’essere umano. I contenuti dei testi, di qualsiasi testo, non hanno grande importanza, solo la forma ce l’ha… senza mediazioni e senza compromessi. E che i (presunti) letterati di successo odierni cambino mestiere, poiché - come disse (e cantò) Jannacci molti anni fa - “ci vuole orecchio” (e loro non ce l’hanno).
D- Inediti, si diceva: preludio ad un nuovo lavoro globale, strettamente poetico?
Chi può dirlo. Davvero non lo so, ma mi piacerebbe tornare alla poesia dopo così tanti anni. Però non posso dirlo…. non siamo noi che visitiamo l’arte, è sempre l’arte che visita noi… se vuole.
D- La poesia contemporanea ferrarese: nuovi e giovani talenti all'orizzonte?
Direi di sì. Ma un po’ paradossalmente appartengono ad una categoria di persone estremamente defilate, che non partecipano attivamente all’attività culturale, che sono disinteressate alla vita sociale. Che stia per nascere una nuova poesia pura? Sulla proverbiale “torre d’avorio”, svincolata dalle contingenze della contemporaneità? Io me lo auguro davvero.
RobyGuerra

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