VAN GOGH E I COLORI DELLA NOTTE

Dal crepuscolo all'alba, le notti di van Gogh sono riunite in un complesso di opere che ricordano la suggestione notturna evocata dal grande pittore olandese. Le notti di Van Gogh furono oggetto di una fortunata mostra ad Amsterdam nel corso del 2009 e l'occasione fu segnata da un successo di critica e di pubblico senza precedenti. Se c'è una luce in tale ambiente è quella della notte e dei suoi colori luminosi e surreali, come quelli che Van Gogh concepisce per un momento così rilevante della sua opera creativa. Le prime tele di tale serie sono ispirate dalla scuola di Barbizon, che ha insegnato a Van Gogh a vedere la la natura a tinte di fuoco. Seguono i dipinti che richiamano le foreste di Daubigny e che i ispirano ai modelli di Corot: una fase che caratterizza il percorso artistico dell'autore olandese. Ne sono testimonianza i tre crepuscoli polverosi. Il giovane Vincent si avvicina poi a Milliet, che ne sconvolge i disegni con i paesaggi di luce sorda. Si scopre una sconosciuta "Notte stellata", conservata presso l'Università di Yale, che rappresenta stelle che sembrano sprigionarsi dalla loro aura. Ma presto Van Gogh inventa un suo personale ritmo, più vigoroso, nutrito di prospettive strane di origine giapponese. I riflessi di Rembrandt si colgono intuizioni di questa nuova stagione di tele rudi e nere, autentico omaggio alla vita contadina, della quale Van Gogh si erge paladino. Si apre così una fase d'amore per la natura e per i suoi cicli eterni. La campagna di Provenza seduce il pittore e lo muove verso nuove esperienze, che recuperano il senso del vento e degli altri elementi naturali in movimento. L'oscura chiarezza degli astri lo spinge ad inventare "La Notte Stellata", conservata nel Museo d'Arte Moderna di New York: due capolavori straordinari di un periodo che fa epoca. Questo secondo lavoro, in particolare, propone un mondo dal ritmo possente, ma segnato da contorni sfumati, da ricomporre nell'identità della geniale maestria di Van Gogh. Un'immenso flusso di cielo, attraversato furie incontrollate, che ripuliscono l'atmosfera, fino ad esprimere, comunque, un gran soffio liberatore, un respiro cosmico. Un'alternativa, dunque, al dramma che si riconosce e si dissolve in una speranza di pace e di calma.
Casalino Pierluigi, 3.09.2014