DONNA E ISLAM di P.L. Casalino



E' ricorrente l'interrogativo se nell'ambito del Sufi (misticismo islamico) e in genere nell'Islam ci sia una differenza tra uomini e donne e se tale differenza abbia un senso. La domanda, in realtà, è molto più sottile e mira ad accertare se ci siano mai state donne tra i Sufi capaci di raggiungere il più elevato stato di perfezione. Nel Corano, vi sono numerosi passi in cui Dio si rivolge simultaneamente a uomini e donne credenti. In materia di fede, dunque, secondo il testo coranico, donne ed uomini sono uguali. "Dio non guarda alle vostre apparenze" recita una tradizione del Profeta Maometto, il cui significato è assai profondo, in quanto privilegia le intenzioni del cuore sulla condizione, sul rango o sul sesso. Del resto tutti i grandi maestri Sufi hanno la ferma convinzione che colei che avanza sul cammino dell'Amore Divino, non può essere considerata femmina passiva, ma deve piuttosto essere giudicata solo in base alla sua appartenenza al genere umano. E' Uomo della Via, maschio o femmina, chiunque cerca Dio.L'araboandaluso Ibn Arabi, il cui percorso mistico è stato paragonato all'itinerario dantesco della Divina Commedia (leggi, in proposito, "Controversie su Dante e l'Islam", Casalino Pierluigi, Asino Rosso), nel 73° capitolo della sua monumentale sul Sufismo, Al Fotuhat al-Makkiyeh (Le Illuminazioni della Mecca), racconta questo aneddoto:"Fu domandato ad uno dei maestri il numero esatto di Abda^l - categorie di santi, il cui numero era chiuso- esistenti al mondo. Sono quaranta, rispose, Perché non dire quaranta uomini? chiesero. Perché ci sono tra loro anche donne, replicò". Analogamente Attar, nel suo "Memoriale dei Santi", Attar conclude una sua importante riflessione dicendo:"E dunque che significato possono avere le parole uomo o donna?". E così si esprime anche Abu Ali Farmadi: "La profezia è gloria e nobiltà insieme. Essa non conosce né grandezza, né inferiorità. E non c'è alcun dubbio che la santità sia della stessa sorta".Per dare un senso del profondo rispetto accordato alle donne nel Sufismo e nelle stagioni più autentiche dell'Islam dalla sua nascita fino ai nostri giorni, basta rileggersi i racconti delle vite di alcune donne Sufi, ma anche i versi del poeta iraniano Jami: "Se qualcuno ci domanda "Perché fate l'elogio delle donne?" Noi gli ripsonderemo: "E' per rendere giustizia, perché la donna eccelle sull'uomo. Non è difetto che il sole sia femminile, né onore per la luna essere maschile" (Nella lingua iraniana sole, che in arabo si dice sciams, si dice khorshid, ed è di genere femminile; la luna, che in arabo si dice qamar, in iraniano, invece, si dice mash ed é di genere maschile). L'involuzione della condizione della donna nelle società islamiche è dipesa più da preconcetti politici ed ambientali che dagli insegnamenti etici e religiosi. L'estetica sociale e morale del Sufi sembra nuovamente in ascesa in occasione del soffiare del vento delle rivoluzioni arabo-islamiche dei giorni nostri e la cosa che soirptrende è che l'anima femminile stia faticosamente, ma decisamente riconquistandosi il suo ruolo originario.
Casalino Pierluigi, 18.07.2012