Il Destino della Necessità....

photo di repertorio


segnalato da Angelo Giubileo,
(G. de Santillana-H. von Dechend, Il mulino di Amleto)... Per Omero, che richiama allusivamente la concezione condivisa dei suoi contemporanei, l'universo aveva la forma di un uovo cinto da "Oceano, che è la generazione di tutto"... Si capirà meglio, inoltre, perché in questa versione orfica il serpente fosse chiamato Xronos e perché, a chi chiedeva che cosa fosse Xronos, Pitagora rispondesse che era la psiche dell'universo (...). La grande entità orfica era Chronos Aion (l'avestico Zurvan akarana), comunemente inteso come "Tempo infinito" (...). Ma è indubbio che Aion significasse "periodo di tempo" ed età, donde "età del mondo" e più tardi "eternità", né si ha motivo di ritenere che il significato biologico debba essere stato antecedente e dominante. È noto che per gli orfici Chronos era il paredro di Ananke, la Necessità, la quale, secondo i pitagorici, circonda anch'essa l'universo. Tempo e Necessità che cingono l'universo: ecco una concezione piuttosto chiara e fondamentale: è collegata ai moti celesti indipendentemente dalla biologia e porta direttamente all'idea platonica del tempo come "immagine mobile dell'eternità"

Angelo Giubileo: P. S.:faccio due brevi annotazioni. La prima, relativa alla possibilità che la fisica (o anche la biologia) conduca alla formazione di una struttura non più partecipata nel tempo ma in uno Spazio che oggi diciamo "virtuale". È una possibilità, questa, che non altera tuttavia la "sovrastruttura" dell'intero sistema, temporale spaziotemporale o spaziale che sia, dominato dalla Necessità. La seconda, relativa al fatto che, in ogni caso, l'ente, quale che sia e in specie l'uomo, è parte di questo tributo o sacrificio rituale.