Valtellina, alla ricerca del regno dell'arte perduto (dallo Stato...), tra Novecento e Graffiti

Fonte Il Giornale

*Vittorio Sgarbi


http://www.ilgiornale.it/news/valtellina-regno-dellarte-preistoria-900-1417906.html


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I due giovani mi avevano mandato alcune immagini per sollecitare il mio impegno affinché il Parco delle incisioni rupestri fosse accessibile.

Sembra incredibile che l'istituzione pubblica, di fronte a un monumento dell'uomo di quell'importanza, sia distratta. I due giovani chiedevano a me di cominciare a dare un segnale dell'importanza di quel luogo. E quei due giovani, in questo loro impegno, testimoniano la coscienza del Bene, e per questo sono lo Stato, lo interpretano meglio dell'Ente pubblico. Così ho visitato questa roccia con le incisioni che i due giovani supponevano mi fossero particolarmente care. Si vedono immagini di uomini filiformi che sembrano uscite dalla mente di Alberto Giacometti. Per quanto possa aver fatto questo grande scultore, qui Giacometti c'era già, era già passato nel IV millennio a.C. L'uomo che cammina è già qui, su queste rocce. Altrove sono raffigurati due guerrieri, uno dei quali tira una freccia per uccidere l'altro: e si sente una umanità in tensione, una situazione da «homo homini lupus». Non c'è ancora il Dio cristiano che trasforma l'«homo homini lupus» in «homo homini Deus».