David De Biasi su Jung... *by Estropico blog

Nell'analisi psicologica junghiana il mito è un'espressione, in forma narrativa e simbolica, di una realtà psichica umana: da questo punto di vista le immagini mitologiche veicolano e traducono sentimenti, pulsioni, desideri universali.
Il mito viene assunto, perciò, come una manifestazione collettiva altamente elaborata dello spirito umano, di cui rivela e, al tempo stesso, dissimula certe tendenze inconsce. La psiche umana nasconde un sogno, più o meno subconscio, di un'utopia senza tempo dove si può godere di un'abbondanza illimitata, un mondo privo di sofferenza e mortalità, pieno di vitalità e piaceri. Il mito che ha incarnato, più di ogni altro, tale desiderio umano di abbondanza è quello dell'Età dell'Oro. L'Età dell'Oro (mito che si ritrova sia nelle cultura occidentale che nella cultura orientale) è un tempo in cui non esiste morte né sofferenza, bensì serenità ed abbondanza. In questo sogno risuona l'eco nostalgico di un passato antico o luogo lontano ormai perduto che affonda le radici in un'ideale e perfetta società, ma anche la speranza di una rinnovata epoca di pace, giustizia e abbondanza che raggiungeremo in futuro. Leggi tutto, su Estropico.org.