Vitaldo Conte: Una maschera per Arte Bondage (Fynpaper by Carmelo Strano)

 
 
 
VITALDO CONTE: "Rosa rossa: una maschera per Arte Bondage (Eros Ritual Legami)"

Chi ama, in maniera totalizzante, eleva la propria vita e voluttà a un'arte, che ha la vocazione a divenire una SottoMissione d'Amore, titolo anche di un mio segreto libro (2007). Le sue alchemiche corde possono avvolgere un corpo con il filo rosso dell'Eros Ritual Legami (mio dvd, 2016). 

Trasferisco questa ambientazione intima nella mia azione sulla Rosa rossa di Ri-Corda, che incontra l'arte dello Shibari di Isabella Corda al Museo Macro di Roma, 15 ottobre 2019. Il corpo della mia rosa rossa, offerta nell'evento, è legato con una corda rossa sulle ginocchia della testimone del rito d'arte (Laura Baldieri), che indossa una maschera d'arte (opera di Tiziana Pertoso).

Un mio racconto sull'Estremo Amore è  "rivissuto" in questo evento come arte-narrazione. Una parte di questo è uscito sulla rivista internazionale 'Fyinpaper' (dir. da Carmelo Strano) in italiano e in inglese:  https://www.fyinpaper.com/arte-bondage-maschera/

"La voluttà di V si amplificava nel vedere legata Alexia: era nuda nella sua altera schiavitù. A lui piaceva scrivere più volte, fra le corde, la parola desiderio sul corpo di lei. Che, poi, firmava sul ventre con un pennarello rosso. (…) Il gioco delle corde d'amore proseguì nel tempo. Legarla diveniva per lui una pratica rituale di conoscenza: non solo erotica ma anche interiore. Che lo avvolgeva sempre più a lei, fino a farlo diventare dipendente al suo stesso atto di legarla. (…) Una sera V ricoprì il corpo di lei con petali profumati di una rosa rossa, dopo averlo legato. Lo contemplò a lungo, perché era una pittura vivente per il suo sguardo. Cominciò a fotografarlo in angolature molteplici, tenendo fisso l'obiettivo degli occhi di lei verso qualcosa. Verso di lui, che danzava con la macchina fotografica, seguendo le trame delle corde. Erano rosse anche del piacere di essere lei la protagonista del loro gioco di voluttà. Che diventava un teatro rituale".

Vitaldo Conte