Fabio Scorza, Disobbedienza Civile, Il miglior governo è quello che governa meno


Il miglior governo è quello che governa meno 

"Penso che dovremmo essere uomini prima di essere sudditi. Non è da augurarsi che l'uomo coltivi il rispetto per le leggi, ma piuttosto che rispetti ciò che ritiene giusto: il solo obbligo che ho il diritto di arrogarmi, è di fare sempre ciò che credo giusto. E' la coscienza del singolo che giudica il potere politico e non viceversa. E siccome ad agire non sono quegli enti collettivi come gli Stati o i governi, ma sempre e soltanto gli individui, qualora un governo intenda trasformare i cittadini in agenti dell'ingiustizia, non resta altro da fare che infrangere la legge. Certo, lo Stato non esiterà a chiudere in galera tutti gli uomini giusti piuttosto che rinunciare alla guerra e alla schiavitù. Ma, intanto, se già da subito molte persone si rifiutassero di collaborare con questo sistema, non si tratterebbe di un'azione violenta e sanguinosa, come invece sarebbe la sottomissione e quindi, la continuazione della collaborazione a questo sistema, permettendo così allo Stato di commettere violenze e versare sangue innocente. Sono fermamente convinto che la rivoluzione è compiuta quando l'individuo rifiuta l'obbedienza del governo che non condivide. Sotto un governo che imprigiona ingiustamente, il vero posto dove può vivere un uomo giusto è la prigione. E' in un mondo civile, cioè non violento, che chi ha abbracciato l'ideale disobbedienza civile si pone al di fuori della legge esponendosi alle sanzioni previste e accettando i guai che ne seguono. Il resistente non-violento rifiuta di obbedire alla legge che in coscienza reputa ingiusta. Il suo rifiuto è immediato; egli non aspetterà che ingiustizie e violenze seguitino a fare le loro vittime in attesa che si formino maggioranze un giorno capaci di fare le riforme. L'azione del non-violento è il grido di allarme di una sentinella che cerca, a proprio rischio, di allertare masse rese cieche da miserabili interessi, ovvero chiuse in ergastoli ideologici o anche anestetizzate dalla menzogna organizzata. La libertà non si perde tutta in una volta, e quel che vale per la libertà vale anche per la dignità e la giustizia. Io non dico che fra poco o molto tempo avremo una società che sarà perfettamente non-violenta e migliore. A me importa fondamentalmente l'impegno di questa mia modestissima vita, di queste ore o di questi pochi giorni; e mettere sulla bilancia intima della storia il peso della mia persuasione. E' abbastanza vero quanto si dice delle grandi aziende, che non hanno coscienza, ma un'azienda di uomini coscienziosi è un'azienda con una coscienza. Bisognerebbe andare nelle caserme dove si esercitano i militari per capire che razza di uomini può creare il governo della nostra società e a cosa li riduce"

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FABIO SCORZA