IMMAGINARE IL FUTURO
A prevedere, anzi ad immaginare il futuro ci si mettono un po' tutti e non da oggi. Il mestiere è nato con l'uomo, un modo forse per scimmiottare Dio, che, da Santo Vecchio, la sa lunga anche su ciò che accadrà. Che astra inclinant, non necessitant lo dicevano anche i latini e il filosofo ebreo Maimonide si sforzava di ammonire che il destino in larga misura è nelle nostre mani. Ai giorni nostri, qualcuno cerca di divinare anche sugli scenari politici e di guerra. Immaginare il futuro, tuttavia, è diventata una normale premessa per ogni tipo di innovazione. Ma l'immaginazione va comunque coltivata. E ci sono diversi modi per farlo. Il territorio che sta oltre i limiti del conosciuto può essere esplorato con la ricerca scientifica, oppure sperimentando tecnologia più avanzata, o seguendo un percorso artistico, letterario o mistico-visionario ad imitazione di Dante che unisce in sé profezia, preveggenza e immaginazione futuristica. Se queste strade sono sviluppate insieme si ottengono risultati potenzialmente interessanti (e sinottici), superando gli specialismi che in passato separavano l'umanistico dal tecnico-scientifico. E' dunque in atto un tentativo promozionale della conoscenza del domani, provando non solo ad immaginarlo, ma soprattutto a viverlo. Si tratta di una ricerca poetica del futuro, creando un'atmosfera romantica, attraverso il racconto di un mondo in cui l'intelligenza artificiale è già una realtà affermata da quella e le protesi elettroniche nel corpo umano sono pratica quotidiana., nel quale il clima è ormai cambiato irreversibilmente e le forme di vita si adattano malinconicamente. Marco Paolini dice che la filosofia deve inventare le parole che servono ad esprimere i suoi pensieri, mentre la poesia estende la capacità espressiva delle parole che esistono. La convinzione è che l'immaginazione sia alimentata a partire da una sorta di esperienza umana. Un modo nuovo per esplorare un mondo, quello futuro.
